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14 italiani in corsa per l'Oscar, da Amelio a Cast

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la designazione di un candidato da parte dell'Italia sarà veramente dura, sono infatti 14 i film al nastro di partenza tra cui dovrà scegliere la commissione istituita presso l'Anica il prossimo 26 settembre

All'annuale scadenza della candidatura ci presenta quest'anno nella più grande incertezza e con film in larga misura di oggettivo valore ma non di agevole comprensione per il pubblico americano. Tanto che in molti scommettono fin d'ora piuttosto sull'ultimo film di Luca Guadagnino ("Call Me By Your Name") che si presenta però "fuori quota" essendo stato girato in lingua inglese. Su chi invece puntare tra i 14 in lingua italiana? Il test internazionale di alcuni di loro ("A Ciambra" di Jonas Carpìgnano, "Cuori puri" di Roberto De Paolis, "Fortunata" di Sergio Castellitto, "Sicilian Ghost Story" di Grassadonia&Piazza) parla in favore di quest'ultimo o del lavoro di Castellitto sorretto in Italia da una major come Universal che lo ha distribuito.
La "prova del fuoco" delle sale incoraggia "La tenerezza" di Gianni Amelio che ha sedotto il pubblico italiano (come pure "L'ora legale" di Ficarra&Picone) e parla comunque un linguaggio internazionale. L'ordalia veneziana (spesso fonte di esaltazioni o delusioni per i nostri autori) mette in cima alla lista un'animazione come "Gatta Cenerentola" che potrebbe ripetere l'exploit di "La mia vita da zucchina" ammessa nelle nomination nonostante non sia abituale includere i cartoons. Subito dietro "L'equilibrio" di Vincenzo Marra, "L'ordine delle cose" di Andrea Segre, "La vita in comune" di Edoardo Winspeare e "Una famiglia" di Sebastiano Riso. Più difficile disegnare un pronostico per una dolcissima commedia generazionale come "Tutto quello che vuoi" di Francesco Bruni, l'elegante "La stoffa dei sogni" di Gianfranco Cabiddu (comunque amato dai giornalisti stranieri come conferma il Globe della stampa estera), il vero outsider "Ho amici in paradiso" dell'esordiente Fabrizio Maria Cortese. Qualsiasi sia la scelta del comitato italiano non sarà un'impresa facile perché praticamente tutti i candidati attestano di un cinema in fermento, ma senza quei valori sicuri nel segno di una tradizione rinnovata (si pensa a Sorrentino o Tornatore senza contare il "fenomeno" Benigni) che in passato ci hanno portato fortuna.
 
sarà comunque una sorpresa e i pronostici sono più incerti che mai
 

Sport | di Qg | 18/09/2017


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