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Un anno del presidente più controverso della storia americana

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I primi 12 mesi di mandato di Trump

 Il primo anno di Presidenza di Trump si è concluso con lo  “shutdown”, il blocco a cui si arriva quando il Congresso non riesce a mettersi d’accordo per finanziare le spese del governo federale. Lo “shutdown” si è concluso con una vittoria politica dei Republicani:  sono stati i Democratici a cedere per primi, accettando in cambio dei propri voti la promessa di una futura discussione sull’immigrazione.

 Ne sono successe di cose in un anno: mettiamole in fila 

L’economia statunitense è in buona salute ormai da diversi anni: il prodotto interno lordo (Pil) è ricominciato a crescere tra il 2009 e il 2010 e da allora non si è più fermato lo stesso vale per l’occupazione, gli stipendi invece continuano a crescere pochissimo. Difficile dire quanto di tutto questo sia merito dell’amministrazione Trump poichè questi dati sono perfettamente coerenti con quanto avvenuto negli scorsi anni; inoltre bisogna dire che  l’unico grande e incisivo provvedimento economico approvato dal Congresso e dalla Casa Bianca nel corso del 2017 è stato la riforma fiscale – che taglierà le tasse a moltissimi, ma soprattutto ai più ricchi.

Una delle principali promesse fatte da Trump durante la campagna elettorale era un radicale cambio di approccio nel commercio internazionale,  stracciare gli accordi esistenti o in via di approvazione,  punire la Cina con dazi e sanzioni, allo scopo di penalizzare le sue esportazioni verso gli Stati Uniti,  e ribadiva che il Messico avrebbe pagato la costruzione del muro di confine. Nulla di tutto ciò è stato fatto!

Il tema su cui aveva più insistito è stato quello della Sanità con la proposta/promessa di abolire e sostituire la riforma sanitaria approvata su impulso dell’amministrazione Obama nel 2010. Di tutto ciò non se ne è fatto niente

La più grande e famosa promessa di Donald Trump riguardo l'immigrazione esiste ancora solo sulla carta: la costruzione del muro al confine col Messico non è stata nemmeno finanziata; Il numero degli immigrati irregolari arrestati o espulsi è però aumentato del 30 per cento rispetto al 2016, grazie a politiche più rigide introdotte dal governo federale.  l’amministrazione Trump ha preso almeno altre due importanti decisioni sull’immigrazione. La prima è il cosiddetto “travel ban”, più volte approvato e più volte sospeso o ridimensionato dai tribunali: un divieto di ingresso per le persone provenienti da alcuni paesi. La seconda è la sospensione del  DACA, un ordine esecutivo che ha garantito protezione a 800.000 immigrati irregolari entrati negli Stati Uniti da bambini, e che è alla base dei negoziati falliti  che hanno portato allo "shutdown" del governo.

 Per quel che riguarda la politica estera  Trump ha percorso i binari della politica estera statunitense, ma con alcuni aggiustamenti non da poco. Troppi per parlarne in poco spazio ci riserviamo di approfondirli in un altro articolo

Nel campo ambientale l'amministrazione Trump  ha preso la  decisione di ritirare gli Stati Uniti dall’accordo sul clima di Parigi, ma  molto più incisiva e concreta è l’azione  dell' abolire, sospendere o ridimenzionare decine di regolamentazioni e norme a tutela dell'ambiente

Primo piano | di Marika Rusi | 19/01/2018


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