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Intervista a Marco Scurria

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QG ha incontrato l’europarlamentare e candidato al Parlamento Europeo di Fratelli d'Italia - Alleanza Nazionale Marco Scurria.

di Silvia Tarquini

 

Romano, 47 anni, laureato in Scienze politiche all'Università di Roma “La Sapienza”. Dal 2009 europarlamentare e dal dicembre 2012 dirigente nazionale di Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale. Marco Scurria ha speso una vita intera in politica e nel sociale. Nel 2001 viene eletto presidente Nazionale di un’associazione di volontariato che ad oggi conta più di 250 associazioni affiliate in tutta Italia. Nel 2009 è eletto al Parlamento europeo con 120mila preferenze. Dopo i primi cinque anni di mandato Scurria è attualmente ricandidato nel collegio dell’Italia centrale con il partito di Giorgia Meloni, Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale.

 

In queste elezioni politiche se ne sono viste tante: euroscettici, pro euro, anti Merkel. Come si pone Fratelli d'Italia - An rispetto a questa Ue?

 

“Ci piace definirci ‘eurocritici’. Non siamo soddisfatti di come stanno andando le cose, per questo chiediamo di ridiscutere alcuni principali trattati europei e di costruire un’Europa più vicina ai reali interessi dei cittadini che ai diktat tedeschi. C’è bisogno di maggiore solidarietà fra Stati membri dell’Ue e di minor rigore economico.  Dobbiamo ridisegnare la presenza italiana in questa Unione europea, partendo dalla rivendicazione della sovranità monetaria, primo passo per quella politica, per superare la sudditanza alla Germania. Per queste ragioni Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale si impegna a farsi promotore nel prossimo Parlamento europeo di una Risoluzione comune a tutti i gruppi ‘eurocritici’, per spingere la Commissione europea a procedere allo scioglimento concordato e controllato dell’Eurozona”.

 

 Quali sono state le sue attività principali in Parlamento europeo?

 

“In questi cinque anni ho soprattutto cercato di occuparmi di cultura e sociale sostenendo ad esempio l'istituzione dell'Anno Europeo del Volontariato rappresentando così le istanze delle categorie più svantaggiate. Inoltre, sono stato promotore del volontariato transfrontaliero; In questo modo saranno riconosciute nel curriculum dei volontari le esperienze acquisite sul campo, al fine di aumentare le possibilità di accesso al mondo del lavoro”.  

 

In Italia la disoccupazione giovanile è in continuo aumento, lei cosa ha fatto per i giovani durante il suo mandato?

 

“Per fronteggiare la disoccupazione giovanile italiana ed europea abbiamo approvato a Strasburgo lo “Youth Guarantee”, programma di cui ero relatore, che prevede fondi per tutti i giovani che hanno finito un periodo di studio o di lavoro da quattro mesi e vogliono trovare una nuova occupazione, un aiuto concreto per le nuove generazioni. Peccato però che in Italia non si possa usufruirne pienamente perché ad oggi ancora molte Regioni non hanno firmato i protocolli per accedere ai fondi europei. Inoltre, sono stato promotore del nuovo programma Erasmus plus, l’esempio più bello e riuscito di interscambio e efficienza di questa Unione europea. È importante che si continui a finanziare, con maggiore investimento, un progetto che incoraggi la formazione e l’istruzione dei giovani”.

 

Se dovesse essere rieletto, quali saranno le sue priorità?

 

Sicuramente farei di tutto per permettere all’Italia un miglior utilizzo dei fondi europei messi a disposizione dall’Europa. Per arrivare al completo utilizzo delle risorse e non mandarle indietro come è avvenuto con gli ultimi tre Governi è indispensabile prima di tutto snellire la burocrazia italiana. Mi batterei anche per tutelare le nostre piccole e medie imprese dalla concorrenza sleale dei Paesi extraeuropei. Non possiamo lasciare che le nostre eccellenze e il nostro made in Italy siano minacciate dalle contraffazioni che penalizzano la nostra industria. Infine, chiederei di ridiscutere immediatamente il Trattato di Dublino, che prevede la richiesta e la concessione di asilo politico nel Paese di arrivo. L’Italia non può essere lasciata sola nella gestione delle emergenze. L’Unione europea deve fornire supporto ai Paesi che sostengono i maggiori flussi migratori.

 

 

Interviste | di Silvia Tarquini | 22/05/2014


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