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MasterChef 6, Valerio: «Io, vincitore strameritato»

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Dopo aver conquistato il titolo di sesto MasterChef italiano Valerio Braschi non vede l'ora di imbarcarsi nell'avventura vera, quella cucina in cui ha sempre sognato di lavorare. Ecco l'intervista di Vanity Fair.

di Mario Manca

«Sono contentissimo del traguardo che ho raggiunto, non capita tutti i giorni che un ragazzo di diciott'anni lasci il liceo scientifico e vada incontro a un destino così bello». Valerio Braschi parla come una mitraglietta: tante cose per la testa e troppo poco tempo per dirle tutte. Ma oggi tutti hanno la voglia e la pazienza di ascoltarlo, perché il titolo di sesto MasterChef italiano è suo. «Ci ho sempre creduto, mi sono iscritto a MasterChef con un obiettivo», specifica in conferenza stampa mentre, pian piano, gli si aprono le porte di un mondo che non vede l'ora di esplorare.

«Lo chef Igles Corelli mi ha offerto uno stage di tre mesi, ma sto ancora valutando se accettare o no», spiega Valerio. «Guarda che io e Maradona ti aspettiamo a Bologna», lo avverte Barbieri, il suo chef prediletto. «Se non accetti la proposta di Bruno sei proprio un coglione», gli fa, infine, notare Bastianich mentre Valerio non smette di sorridere, con quella luce negli occhi che solo un ragazzo così giovane e così in gamba riesce a riflettere.

Quindi ha sempre creduto di avere le carte in regola per vincere.

«Sono entrato sperando di farcela, anche se avevo paura di uscire subito, come era successo ad altri concorrenti molto bravi nelle passate edizioni. Temevo di essermi fatto tante illusioni per niente».

E invece è il sesto MasterChef italiano.

«Sono entrato con la voglia di vincere e, alla fine, credo di aver trionfato onestamente. So di essermi strameritato questo posto, anche se devo fare un applauso a Cristina e Gloria per essersi fatte davvero valere in finale».

Chi ci è rimasta più male delle due, secondo lei?

«Gloria senza dubbio, forse perché la vedevo più come una rivale. Cristina è un'amica vera, sarebbe stata contenta se avessi vinto io quanto lo sarei stato io per lei. Due giorni fa eravamo a mangiare sushi insieme, abbiamo un bel rapporto. Mi piacerebbe che entrambe si realizzassero: Cristina è un talento puro, potrebbe lavorare per tutti gli chef stellati del mondo anche se all'inizio sembrava quasi che dovesse uscire subito, ha tirato fuori un talento mostruoso».

Gloria, in compenso, si è attirata un bel po' di critiche.

«Non so davvero come abbia fatto a reggere. Certo, a volte è stata eccessiva e ha detto cose che non avrebbe dovuto dire. A me ha fatto addirittura il gesto dell'ombrello, ma sono una persona superiore e non mi attacco a certe cazzate. Spero vivamente che trovi una sua dimensione e un ristorante che l'accolga e che le faccia esprimere ciò che sa fare».

A MasterChef lascia tante amicizie. Con chi ha legato di più?

«Sono molto legato a Michele, ma anche a Giulia, Gabriele, Roberto, Daniele, Vandoni: voglio bene a tutti loro come se fossero miei fratelli, perché sono buoni d'animo. È così difficile trovare persone così per bene al mondo oggi».

Tornando alla gara, Carlo Cracco era sicuramente il giudice che la spronava più di tutti.

«Cracco mi rompeva perchè sapeva che fossi il più giovane e voleva farmi capire che in questo mondo, se non hai le palle, te ne torni a casa. Quei calci nel culo mi sono serviti davvero».

L'anno prossimo lui non ci sarà. Le sarebbe dispiaciuto non incontrarlo?

«Sono contentissimo che ci sia stato per me. È un maestro e spero che Michele Ghedini abbia la possibilità di lavorare con lui: Cracco l'aveva stimolato al punto giusto e so che col tempo potrebbe diventare uno chef stellato».

Fattore età: le è pesato essere il più giovane della cucina?

«Non mi sentivo trattato in maniera diversa, avevo gli stessi diritti di tutti. Sono un persona seria e ho deciso di partecipare a MasterChef per vincere, non per cazzeggiare. Poi è chiaro che abbia cazzeggiato più volte perché ho 18 anni, ma hanno parlato molto spesso i miei piatti per me. O, perlomeno, voglio sperarlo».

Si reputa una persona spavalda?

«No, semplicemente cercavo di non mostrare la paura perché la tensione durante le prove era altissima. Più la gara era dura e più mi divertivo, soprattutto durante l'esterna in Spagna. Spero di essere un esempio per tanti ragazzi che alla mia età non sanno ancora cosa fare della propria vita. A me è andata bene, anche se la vera avventura deve ancora iniziare».

Le piacerebbe continuare a cucinare in tv?

«Magari qualche comparsata, anche se non amo essere in video. Poi è ovvio che, se dovessero arrivare offerte vantaggiose, non potrei dire di no. L'anno scorso tutti criticarono Erica per aver pubblicizzato il dado Star, ma vorrei davvero sapere chi, fra i suoi detrattori, rifiuterebbe un'offerta del genere».

Quindi se le proponessero una cosa del genere ci penserebbe?

«Assolutamente sì. Non sono avido, ma in futuro voglio aprirlo il ristorante e avrò bisogno di denaro. Non sprecherei certo i soldi per andare a mangiare un giorno da Cracco e un altro da Cannavacciuolo. Voglio mettere da parte quanti più soldi possibile per costruire il mio futuro e, soprattutto, per provvedere alla mia famiglia, che per me ne ha spesi davvero tanti».

Fonte: Vanity Fair

Pubblicato il 10/03/2017


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