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Caroline, l’eleganza è libertà

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Per la principessa di Monaco tanti look, ma un unico stile, personalissimo: “Mai stravestirsi”

07.10 di domenica 16 agosto 2015

Maria Corbi per La Stampa

Quando si dice baciata dalle stelle. Stelle glamour. Caroline, figlia di Grace Kelly e di Ranieri III di Monaco. Il frutto di un amore fiabesco e patinato tra una star di Hollywood, e un principe, non poteva tradire le aspettative. E così è stato. Il 23 gennaio del 1957 è nata Caroline, diva già in culla. Come quando sgambettava vestita Dior o Givenchy nei giardini del palazzo di Monaco. E crescendo la sua aura ha continuato a brillare e ad affascinare milioni di lettori di riviste patinate che hanno seguito i suoi amori, la sua vita, i suoi figli. E non si sono mai annoiati. Ultima puntata di casa Grimaldi le nozze appena avvenute di Pierre Casiraghi, secondogenito della principessa, con Beatrice Borromeo.  

 Versione suocera

E Caroline in versione suocera non è stata meno glamour. Come non lo è nei panni di nonna dei figli di Andrea e di Charlotte, la secondogenita che ha ereditato da lei bellezza, carattere e stile. Quattro figli da due matrimoni, quello con Stefano Casiraghi, scomparso tragicamente in un incidente di off shore nel 1990 e con Ernst di Hannover da cui ha avuto Alexandra, la più piccola. Caroline ha decisamente vissuto senza farsi imbalsamare dall’etichetta. E sarà per questo che anche se tutti tifavano per un suo sì a Carlo d’Inghilterra, a 21 anni, nel 1978, lei preferì il fascino guascone e un po’ canaglia del playboy Philippe Junot, sposato contro il volere di mamma e papà ma seguendo il suo cuore.  

Insofferenza e libertà

Erano anni di insofferenza, di libertà. I fotografi inseguivano Caroline studentessa della Sorbona che girava Parigi in Cinquecento, indossando minigonne e a piedi scalzi, fumando sigarette marca «Che» e tirava tardi da Chez Régine. O a Saint Tropez in short bianchi e infradito. E questa sua voglia di libertà, di fare di testa sua si specchia anche nel suo stile.  

Caroline è sempre stata una delle donne più eleganti del mondo. Anche quando giocava a fare l’alternativa. Gioco facile, direte voi, con tutti quei soldi e stuoli di stilisti ai suoi piedi pronti a cucirle anche un pigiama. Ma non è così semplice in realtà. Perché uno stile personale come quello della principessa non si compra. E basta farsi un giro nelle fotogallery cafonal dei party milionari, o delle feste blasonate per capirlo. Ci sono stati tanti capitoli nella saga di Caroline e tanti look, ma un unico stile, personalissimo.  

 Dopo la morte di Grace

Quando morì sua madre, Grace, nel 1982, la principessa decise di assumersi la rappresentanza del principato. Assunse la presidenza del Garden Club di Monaco, del comitato organizzativo del Festival delle arti di Montecarlo e della fondazione «Princesse-Grace-de-Monaco». E i suoi abiti seguirono questo cambiamento. Il tailleur di Chanel la sua divisa.  

Altro cambiamento, quando decise, dopo la morte tragica del marito Stefano, di trasferirsi in Provenza, a St. Remy, per un bagno di normalità alla ricerca del balsamo che potesse aiutarla a lenire la sua ferita. Aveva appena 33 anni. In quel luogo poteva essere se stessa e non la principessa di Monaco. Poteva accompagnare i figli bambini Andrea, Charlotte e Pierre a scuola, indossare jeans e scarpe da ginnastica. E in quei tempi, in una delle rare interviste a cuore aperto Caroline spiegò che non amava «stravestirsi». «Non usa più», disse raccontando che si divertiva a comprare per corrispondenza nei cataloghi della Redoute o di Trois Suisse. Prove di normalità. Vestita con abiti a fiorellini e ballerine girava in bicicletta giocando a fare la persona normale come quando da bambina, in quel palazzo fiabesco con tanto di zoo, si divertiva con i fratelli Alberto e Stephanie nel gioco di ruolo dove impersonava una povera ragazza orfana.  

 Le grandi griffe

Ma non per questo Caroline ha abiurato la couture e le grandi griffe. Nel suo armadio trovano posto Armani, Chloè, Saint Laurent, Ralph Lauren, Dior. E naturalmente le creazioni di Karl Lagerfeld, suo grande amico, che di lei ha detto: «La principessa non è una stampella. E’ intelligente e con la moda ha un rapporto libero». E complimento non poteva essere più gradito a Caroline, che ha rivendicato sempre con orgoglio la sua indipendenza di pensiero e di vita e di stile. Ed è per questo che apprezza la scelta del figlio Pierre, Beatrice Borromeo, che ha preferito la vita reale da giornalista de «Il Fatto» al dolce far niente della bambagia. 

 

 

Gossip | di | 16/08/2015


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