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Scandalo facebook

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87 milioni i profili coinvolti nella violazione dei dati personali

Sono trascorse  due settimane dall'esplosione dello scandalo Cambridge Analytica, e  il CEO di Facebook Mark Zuckerberg torna sull'accaduto, snocciolando i propri numeri, ben più elevati rispetto alle prime stime.

Nel tentativo di riabilitare l'immagine della propria azienda Zuckerberg apparirà dinanzi al Congresso degli Stati Uniti ma soprattutto ha cambiato idea sull'applicazione di regole più stringenti per la privacy: solo pochi giorni fa infatti aveva affermato che non avrebbe esteso al di fuori dell'Europa le regole previste col GDPR dall'Unione europea, ma già ieri ha sposato la nuova linea "dura" sostenendo che Facebook applicherà volontariamente le stesse regole previste dal GDPR ovunque, al fine di proteggere i dati degli utenti

I dati di 87 milioni di utenti Facebook — 70 milioni e 632 mila negli Stati Uniti — potrebbero essere stati esposti all’utilizzo improprio da parte di Cambridge Analytica. Non si tratta, quindi, dei soli 50 milioni di amici dei 270 mila che avevano scaricato l’applicazione thisisyourdigitallife, come ricostruito dalle inchieste di New York Times e Guardian che lo scorso 17 marzo hanno scoperchiato il vaso di Pandora delle informazioni sfruttate dalle cosiddette terze parti. In Italia sarebbero stati coinvolti 214mila profili

Facebook potenzialmente rischia multe pari a 40 mila dollari al giorno per ogni singola violazione. Si parla di trilioni di dollari, che difficilmente verranno rivendicati, ma danno l’idea della dimensione del problema.

Di Tutto Un Po' | di Paola De Pinto | 05/04/2018


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