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La legge sul biotestamento

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Ferma da mesi al Senato rischia ora di non essere approvata entro la fine della legislatura

Papa Francesco ha affrontato ieri i temi del cosiddetto “fine vita”.

Ha spiegato che è lecito arrivare a «una decisione che si qualifica moralmente come rinuncia all’accanimento terapeutico». L’accanimento terapeutico fa riferimento all’uso sproporzionato di farmaci e tecnologie che permettono di prolungare la vita anche quando non c’è alcuna prospettiva di guarigione. La rinuncia lascia semplicemente che la malattia faccia il suo corso. Il papa non ha parlato di eutanasia, quindi di interruzione volontaria della vita, ma ha riconosciuto comunque che nella pratica clinica, con i pazienti che non si mantengono in vita autonomamente, le cose sono complicate e che le valutazioni devono essere fatte caso per caso. Le sue parole hanno ridato forza a un dibattito che in Italia si fa da anni, ma che finora non ha portato a nulla.

L’ultima proposta di legge sul biotestamento (ma non sul suicidio assistito),  passata alla Camera il 20 Apile scorso,  é ora ferma in Senato da circa sette mesi e nonostante i numerosi appelli non sembrano esserci molte possibilità che possa diventare legge entro la fine della legislatura, ormai imminente.

Attualità | di Nando Proietti | 17/11/2017


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