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Il caso di Emma Houda

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Grande mobilitazione per Greta e Vanessa che, piaccia o meno, se la sono cercata. E per Emma, che quando aveva due anni è stata rapita dal padre ed è sparita in Siria? Dove sono i ministri, e i soloni del politicamente corretto?

00.00 del 29 gennaio 2015

di AP

 

Un vecchio e saggio proverbio recita: “Moglie e buoi dei paesi tuoi”, e non c’entra niente il razzismo o la paura del diverso. Caso mai c’entra il fatto che è già difficile far funzionare un matrimonio o comunque una relazione sentimentale tra gente con le stesse radici, abitudini, convinzioni, cultura, religione eccetera, figuriamoci tra chi invece non condivide nulla. Per carità, poi può andare bene lo stesso, ma è l’eccezione, non la regola, e la storia che vi stiamo per raccontare nasce proprio da un azzardo del genere, l’unione tra una donna italiana e un uomo siriano.

I due si conoscono, si innamorano, e concepiscono insieme una bambina, Emma Houda.  La piccolina nasce in Italia. Sua mamma si chiama Alice Rossini, è una bella ragazza brianzola. Suo padre Mohamad Kharat, invece, brianzolo non è, ma siriano e se ne accorgono bene tutti quando il 18 dicembre del 2011 prende la sua bambina e la mette su un aereo diretto ad Atene. Poi da lì, via terra, raggiunge Aleppo.  In realtà la relazione tra Mohamad e Alice era iniziata bene, grande attrazione, sembrava anche grande amore, e quindi il matrimonio. Poi lui comincia a bere, si incattivisce, picchia sua moglie. Vorrebbe che lei si trasferisse in Siria con lui per sposarla anche con il rito islamico, ma ovviamente Alice non ci sta, perché ha finalmente compreso di aver sbagliato, che quel matrimonio non può funzionare. Così chiede la separazione legale da Mohamad, e gli nascondo anche il passaporto perché in cuor suo il dubbio che lui le possa sottrarre la piccola Emma, ce l’ha.  Quello che però ad Alice sfugge è che se in Italia è facile entrare anche senza documenti, figuriamoci uscirne. E quando se ne rende conto è troppo tardi.

Da allora non fa che rivolgersi a chiunque abbia voglia di starla ad ascoltare perché la sua piccolina le venga resa, ma intanto in Siria è scoppiata la guerra, l’ambasciata italiana che già faceva poco quando era aperta è stata chiusa e la piccina è rimasta laggiù.

Da allora sono trascorsi quasi 4 lunghi anni, e la bimba che all’epoca del rapimento era davvero piccolissima adesso ne ha 5 compiuti, ma la mamma non ha certo smesso di cercarla, anzi. Ora ha chiesto il suo aiuto alla Rete, che ha deciso di supportarla, ed è partita la campagna “Io sono Emma Houda”. Alice, in questa sua battaglia, può contare anche nell’appoggio di Vimercate, la città in cui vive, tanto che il Giornale di Vimercate pubblica i volti delle persone che hanno deciso di schierarsi per il ritorno di Emma, e che allo scopo si fanno fotografare con un cartello con la scritta delle campagna: “Io sono Emma Houda”. E tra chi appoggia Alice ci sono oltre a tanti cittadini anche assessori e consiglieri comunali, il sindaco di Vimercate, Paolo Brambilla, e il suo vice, Corrado Boccoli.  Gli amministratori della città hanno scritto anche al ministro degli Esteri Paolo Gentiloni, mentre mamma Alice si è molto risentita per quello che è accaduto ultimamente. “In più di tre anni per la mia bambina non si è mosso nulla e non si sono spesi euro. Per Greta e Vanessa tutta un’altra storia”.

E come darle torto? Soprattutto considerando che Emma, piccola e indifesa, in Siria ci è finita per un rapimento, non per andare a giocare alla “giovane e coraggiosa cooperante”, come hanno fatto le due signorine che ci sono costate svariati milioni di euro. Quindi, qualcuno ci può spiegare perché questa diversità di atteggiamento? Perché Greta e Vanessa fanno parte di quel “politicamente corretto” imperante anche da noi mentre la piccola Emma è solo una bimba sottratta  a sua madre e al suo Paese con l’inganno da un padre che qui da noi, a tutti gli effetti, nemmeno figura tale?

Strana questa nostra nazione dove non si riesce a riportare a casa due militari innocenti che sono stati arrestati anche lì con l’inganno e contro ogni trattato  e legge anche internazionali, e non ci si cura di una bimba rapita, ma si muovono mari e monti per una giornalista di mezza età convinta di aver “libero passaggio” solo perché comunista, o per due sconsiderate che vanno in cerca di avventura per sentirsi fighe, e vengono fregate dai loro stessi amici.

 


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